lunedì 25 novembre 2013

Non posso essere amato perchè... parte 3

Con questa parte finirò il discorso.
Dicevo che lo approcciò sessualmente, a Sempronio, e gli disse pure di non dirmi nulla. Ovviamente Sempronio non aveva colpe, era single e poteva fare quello che voleva. Infatti non me la sono mai presa con lui. Scoprii qualcosa.
Capii finalmente, dopo un mese dall'accaduto, che Sempronio gli piaceva. Così, senza che mi dicesse nulla. Forse perchè ne parlava sempre più spesso, senza mai confessarmi la cosa, ovviamente. Se devi tradirmi fallo fino in fondo, e non dirmi nulla. Era un venerdì, me lo ricordo come fosse ieri. Venerdì 21 Gennaio 2011. Eravamo a letto, dopo che ci eravamo stuzzicati di bacini e coccole. Lui, come al solito, prende il discorso di Sempronio. Ho ricollegato tutto, e glielo chiesi. "Ti piace vero?". "Noo macchè, è solo un amico. Mi piace come amico" mi disse. Ne parlammo tutta la sera.
Quella sera tra lacrime e pianti, ci lasciammo. Dovetti tirare con le pinze quella confessione, del fatto che gli piaceva. Lo dovetti quasi incastrare. Le verità, a Tizio, la devi estorcere. Letteralmente.
Lui pecca ma non sa di peccare. E quando pecca, e sa di farlo, nasconde tutto.
Altre volte gli estorsi delle dichiarazioni. Una volta parlò con un suo amico e chiacchierarono sul come sarebbero stati se fossero stati insieme. Tranquillamente, in amicizia. Quando prima, si erano già avvicinati dal lato sentimentale\sessuale. L'amico suo, mentre stava con me, gli chiedeva di fare porcate, gli lanciava frecciatine. Ed io dovevo accettare tutto questo, perchè erano amici. Ho sempre dovuto accettare tutti i suoi amici che si erano avvicinati a lui tramite un cazzo di sito di incontri. Per la cronaca, questo è flirtare.
Lui pecca ma non sa di peccare. E quando pecca, e sa di farlo, nasconde tutto.Tutte le cose che sapevo di lui, mi resi conto di avergliele estorte. Se non gli facevi le domande esatte, lui non pensava a dirtele. É normale che a quel punto mi viene in mente che non mi dice tutto, e che non me l'ha mai detto. Ricordo che delle volte gli facevo delle domande assurde, appunto per vedere se mi nascondeva cose. Non posso sta co st'ansia, assolutamente.
Il giorno dopo andò di nuovo da Sempronio. Ed io da Caio.
Io non feci nulla, ero davvero distrutto. Piansi tutto il tempo, appoggiato a Caio.
Lui, distrutto com'era, si diede da fare. Era libero ormai. Per dire quanto gli importasse di me.
Continuammo a sentirci. Disse che io e Sempronio gli piacevamo alla stessa maniera, che era indeciso. Con uno stai 3 anni, ma con l'altro gli tirava più il cazzo, probabilmente. Scelta ardua.
Scelse lui. Me ne accorsi quando mi raccontò del tradimento, probabilmente non aveva nulla da perdere e voleva togliersi questo peso dalla coscienza. Me ne accorsi quando io lo aiutai a scrivere una lettera a Sempronio piena di affetto. Io. Il suo ex.
Insomma, per dirla breve, non posso essere amato perchè mi sono fidato ed ho amato un completo deficiente, che ha il tatto di un'orca assassina in piena fase ormonale.
Non mi fido e non voglio più fidarmi di nessuno che mi dica "Ti amo".

3 commenti:

  1. PARTE 1
    Se c'è una cosa che non hai capito è proprio questa... è vero non fidarti di una persona che te lo dice solo... fidati di una che te lo dimostra... e non è assolutamente vero che non potrai più... non ti penso cosi cieco e non voglio crederci...
    ciò che feci, tanti dei miei sbagli li ho pagati... gli errori mi hanno portato a capire... ma ci sono cose che già capii in quel tempo... quando chiesi a te di scrivere qualcosa di dolce... io il tatto di un'orca assassina... fu la prima e piu lampante prova che mi aiuto a capire le cose come stavano veramente... io che non avevo mai avuto bisogno di chiedere per scrivere... io che scrivevo poesie, io che avevo tirato fuori cose dolci dalla mia testa... avevo chiesto a te di scrivere qualcosa di dolce verso un'altra persona... verso un'altra persona avevo chiesto a te...
    Era te che consideravo dolce era te che vedevo come qualcosa di veramente dolce... ecco perchè... perchè le cose le feci scrivere a te... in pratica le cose scritte non ero io a pensarle.... le facevo scrivere a te.. e me ne accorsi solo dopo cosa significava cio: non venivano da me... e quindi non sapevo scriverle...
    fu quando me ne accorsi che capii cos'era quello che provavo in realtà e verso chi... e fu allora che iniziò il travaglio del non fidarsi da parte tua... del poterti sentire libero di fare ciò che ti pareva... fu li che ti promisi di rimanerti al fianco... qualsiasi cosa succedeva... fu li che successero a te tante cose... e io li come spettatore... solo come spettatore... assistevo inerme passando da consulente a fruitore di racconti di ogni genere, ad aiutante, a lettore di blog e di ciò che scrivevi (ricordando che alcune foto e post li hai cancellati ma io li vedevo), ne leggevo.. leggevo e rileggevo... considerandola la giusta punizione a tutto... e io come un cagnolino ti stavo sotto... e affianco e stetti io male... ero disposto a tutto pur di riconquistare la fiducia della persona a cui avevo fatto più male e verso cui provavo più di chiunque altro... ecco perchè sopportavo senza andarmene... e nei momenti in cui ogni volta stavo per perdere qualcosa tu mi riavvicinavi in qualche maniera alimentando speranze... ma lasciando le paure... paure che venivano puntualmente accertate qualche giorno dopo... da un tuo nuovo racconto...
    passarono mesi interi ma il momento in cui tutto sembrava ormai finito... il momento in cui tu fosti piu lontano fisicamente e moralmente... ci fu la chiamata... una chiamata da lontano dallo sperduto spazio... una chiamata carica di speranza... fu la chiamata piu bella perchè fu il regalo di compleanno più bello arrivato in un periodo in cui beh... non stavo per niente bene e avevo perso qualsiasi voglia di fare le cose... qualsiasi... (non ricevetti mai gli auguri comunque quell'anno ne quel giorno della chiamata ne dopo eh :) ) tu tornavi e tornavi per me...
    io ti venni a prendere alla stazione non vedevo l'ora di tornare a sorridere.. con t... di lasciarci tutto alle spalle solo noi con la nostra nuova coscienza di noi stessi... era il 23 luglio
    Tutto durò meno di un mese... quando per l'ennesima volta fosti tu a lasciarmi stare ed andartene... perso di nuovo questa storia si ripresento varie e varie volte... io ci credevo tu mi ci facevi sperare e qualche giorno dopo tutto di nuovo finiva... due settimane nei mesi seguenti sono rimasto solo a casa... aspettando di poterti vedere.. non segui i miei dai parenti perchè volevo starti vicino.. vicino a te... ma non mi feci neanche avvicinare a casa tua... rimanemmo cosi io da solo con il telefono in mano aspettando una tua chiamata o un tuo messaggio... te a casa tua... su internet e non so in che sito...

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  2. PARTE 2
    ogni volta che mi dicevi stiamo insieme ok voglio fidarmi... andavo a letto con la paura di chiudere gli occhi... con la paura che il primo messaggio del giorno dopo non sarebbe stato buongiorno ma messaggi freddi e discostanti che portavano alla fine di giornata un "guarda non sono sicuro di voler stare con te"... come ormai da parecchi mesi succedeva...considera anche che a un certo punto arrivo un certo qualcuno... di cui dicevi di esserti invaghito e che volevi provarci con cui io, ormai perso tutte le speranze cercai di darti una mano... cercando di organizzarti incontri e occasioni...non senza soffrirci... e di tutti gli amici miei vicini con cui ci hai provato... e provato perchè volevi riuscire a farci qualcosa nonostante quei giorni che ci provavi stessimo insieme... ma io non ci credevo, non credevo a quello che vedevo a quello che sentivo.. volevo veramente credere di poterci essere e che tu potessi esserci... fino a che fui io a dire basta... a non volerti piu sentire per evitare di soffrire come un cane... e fu li che te ti abbassasti a piangere a rinnovare il tuo atto di fiducia e amore... fu li che mi scrissi una lettera che mi fece credere che tu eri pronto a fidarti di me... perchè io non ce la facevo piu... organizzai tutto per il rientro tutto quanto... ero speranzoso fiducioso e quant'altro... ero stato tutta la serata al gay village con un amico con cui ci avevi provato e quest'altro che tu dici provocava ma in realtà eravamo come siamo solo amici... ma tutta la serata ero rimasto a leggere una lettera a pensarti e a cercare di organizzare.. mossi mari e monti i tuoi e tutti i miei amici.. volevo fosse qualcosa di regale.. qualcosa che veramente fosse il botto... e cosi fu... ma.. di nuovo per veramente poco... ogni votla durava sempre meno... ero disposto a crederci solo un'ultima volta mi dissi.. solo un'ultima volta... già cosi dicevo.. ma in realta continuai a crederci tante altre... mi lasciavi facevi cio che volevi e tornavi alla carica... un giorno la passammo in macchina, io continuamente a piangere vicino a te... dicendoti che nonostante eravamo tornati insieme tu tornavi a fare cose che mi facevano sentire come non facente parte della tua vita come una ruota di scorta... non voglio scendere nei particolari di cio che facevi basta che ti ricordi di quella sera... e tu li mi chiesi scusa, li mi chiesi scusa... ma passo talemnte poco talmente poco ce tu lo rifacesti senza stavolta facendoti vedere con uno pseudonimo con un nome non tuo... ma in sostanza era la stessa cosa... l'avevi rifatto.. e cosi continuo per altri mesi ancora... e in contemporanea arrivò lo psicologo (lo cito solo perchè te lo hai già citato in uno dei post passati) il trova te stesso... lo stiamo insieme e ti accompagno, esci da li e in un ora... da "perfetto", con tutti gli alti e bassi del caso e tutti i tuoi molla - faccio quel che mi pare - tira di quasi un'anno, fidanzato passo a perfetto sconosciuto una persona da evitare per ritrovare te stesso.... ma stavamo lo stesso in questa situazione...
    cominciai a cercare persone, persone che avessero passato le stesse cose che passavo io... avevo bisogno di parlare di sfogarmi, di essere capito perchè stavo collassando su me stesso, ero passato da un annullamento di me stesso a un andare avanti per forza di inerzia.... e li cercai dove pensavo di trovare gente di questo genere, non ero sicuro di trovarla ma cercavo lo stesso, un sito di incontri, stupido direte voi e io vi dirò: guardavo come si presentavano, non mi interessavo dei loro interessi di cio che volevano o cercavano, guardavo le loro descrizioni e cio che dicevano di loro stessi... leggevo le loro storie.. e cercavo persone con storie come la mia... stavo collassando...
    poi arrivo il giorno fatidico... il giorno dove successe tutto.. il giorno dell'ultimo ballo e della fine di tutti i balli...

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  3. PARTE 3
    era ormai febbraio... era passato un anno e tutto quanto quello che è stato raccontato fino ad ora...
    ci incontrammo dopo l'ennesimo litigio e nonostante tutto decidemmo di ballare... io e il mio cuore concessero quella che scopri essere l'ultima occasione...
    avevo bisogno di qualcosa di saldo.. di vero.. avevo bisogno di fiducia... avevo bisogno di essere me stesso... avevo bisogno di essere io... e essere riconosciuto come persona...
    fini il ballo... e la cosa che successe in quel momento... fu... la cosa che non doveva succedere la goccia... si ruppe... si ruppe la coscienza che in quel momento io nn avevo piu un mio essere... le parole "non so se ho fatto bene"
    furono l'ennesima estrema goccia... che ridusse, sfasciò, polverizzò il mio essere lo ridusse in briciole per l'ultima volta... per l'ultima volta volevo essere trattato cosi.. per l'ultima volta volevo non essere io e riconosciuto come persona... per l'ultima volta volevo essere li... per la prima volta in vita mia mi accorsi che cosi non poteva piu andare... senza se e senza ma... non volevo più essere li e stare li... avendo un rapporto del genere... definitivo e definitivamente... non volevo più sentirmi dire "non so se ho fato bene" non volevo piu andare a letto con la paura degli incubi o del giorno dopo.. non volevo piu essere vincolato da promesse che vincolavano però solo me non chi mi stava di fronte.. non volevo piu essere trattato cosi... non volevo piu e non sono piu tornato su quella decisione...
    Il "ti amo" non è di chi te lo dice... ma di chi giorno dopo giorno te lo dimostra con gli occhi e il cuore, dalla fiducia che una persona riversa nell'altra giorno dopo giorno e dalla speranza dell'unione di due persone... se queste cose mancano non ci puo essere amore... ma deve essere ognuna delle due persone in gioco a dover alimentare tutte e tre queste caratteristiche... se anche una sola da una sola delle due persone dovesse venire a mancare il rapporto crolla... questa è la lezione che ho imparato e questa lezione è cio che mi porto da questa storia... oltre tutti i ricordi belli che ho... ho anche questa lezione... e non è vero che non si può essere amati.. la prima cosa che bisogna imparare è quella di amare... e le lezioni e cio che ci succede nel passato sono lezioni a fare meglio nel futuro...

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