È passata quasi una settimana...
[...] Quindi venerdì, come di comune accordo, molti saltarono il giorno scolastico per dedicarsi ad altro. Comunicazione avrebbe interrogato andando a sorteggio, per quello molti non andarono. Bhe io avevo un motivo in più per non andare, ma colsi comunque quest'occasione per non prendermi altri giorni scolastici.Avrei dovuto incontrare un ragazzo a Roma, 28 anni distribuiti su 186 cm di maschio libico. Il fatto che fosse più alto di me mi fece molto piacere. Il suo italiano mi faceva rizzare i capelli, ma devo dire che era comunque piacevole stargli vicino. Insomma, capivo una parola su due, ma vabbè.
Arrivato a Termini ci sentimmo per vedere dove vederci. Ricordo che erano le nove più o meno. Finimmo per incontrarci verso le 11. Tra una chiacchierata e l'altra ci dirigemmo verso casa sua, a mia madre avevo detto che avrei mangiato da un'amica così non ci sarebbe stato un problema di orario.
Le chiacchierate erano piuttosto banali e scontate, ogni tanto dovevo ripetermi o cambiare parole, altre volte lasciavo perdere la frase che volevo dire poichè sapevo che non l'avrebbe mai capita. Forse è colpa mia e del mio linguaggio forbito, ma parlare non mi piacque più di tanto. Le frasi che diceva lui erano quasi tutte senza senso, con annesso qualche parola in dialetto che non aiutò molto la comprensione, ma sforzandomi riuscivo a capire più o meno tutto quello che voleva dirmi.
Arrivati (finalmente) a casa sua (finalmente per entrambi, intendo), partì un abbraccio con pomiciata annessa, durata non più di un minuto. Poi sul divano ci avvicinammo con corpo e mente, l'uno all'altro, con altre pomiciate annesse (sì, oggi mi piace la parola annesso).
Ci spostammo sul letto dove ci spogliammo quasi completamente e lì si compì il fattaccio, durante il quale appresi molte cose. Mi piace sempre cercare qualche sinonimo, ma non ne trovo uno per il fattaccio, quindi lo chiamerò così. Però devo dire che io non lo considero affatto un male.
Appresi molte cose. Appresi per esempio che dovevo farlo, altrimenti non sarei stato bene con me stesso. Appresi che a me, se veniva il vuoto dopo il fattaccio, era perchè cercavo qualcosa di più, non per il fattaccio stesso. E stavolta, che sapevo che non c'era nulla di più, quella sensazione di vuoto che avevo sempre non venì.
Appresi quello che provano quelli "dall'altra parte", che vivono di queste cose e che non cercano nulla di più, poichè se sai quello che fai il vuoto non viene. Appresi che l'avere un ragazzo che è più alto di te, in CERTI momenti fa la differenza (sono molto alto e il mio ruolo contrasta le mie fattezze fisiche, purtroppo).
Appresi tante cose... [...]
