mercoledì 5 giugno 2013

Repubblica

La parola astratta descrive,
con estrema precisione
la concretissima guerra
la materialissima storia
passata dall'italia tutta

Nel bene o nel male
dai romani ai fasci
l'Italia, mai unita,
era comunque un'unità
che il mondo tutto conosceva.

Botticelli, Caravaggio,
Michelangelo, Da Vinci,
l'Italia è arte, l'Italia è storia.
l'Italia è viva, non morta.
L'Italia è Italia. Non fuggite.



Così, giusto per la festa della repubblica.

Agape

“Ah, alla fine hai scelto lui. Ti fa stare bene? Beh allora hai fatto bene. Non ti dirò che ti amo, sarei solo d’intralcio. Non ti dirò rimani con me, hai già scelto. Non ti chiederò il perché della tua scelta. Se questa scelta ti fa essere felice, io sarò felice per te. Anzi, sarò felice CON te. Perché io ti amo lo stesso.”
Agape dimostra con una sola parola tutto quello che si può provare per una persona, senza chiedere nulla in cambio. É quanto di più necessita l’uomo per andare avanti e sopportare tutto quello che ci succede. Amando qualcuno in questa maniera, (che supera di gran lunga il frivolo Eros), si ama qualcuno senza interesse, a tal punto da poter facilmente sacrificarsi per la persona amata. Amare qualcuno a tal punto da non chiederle nulla in cambio e di essere pronti a far tutto per essa. Se tutti amassimo così, daremmo sempre il massimo per il prossimo, venendone addirittura (e paradossalmente, aggiungerei) ricambiati.
“Io ti amo e farei di tutto per te. La tua felicità vien ben prima della mia. Morirei per il tuo sorriso. Se tu sei felice, io sono al settimo cielo.”
Questo è Agape, l’amore perfetto, secondo me. Non ti amo perché mi ami anche tu, ti amo perché darei anche la vita per farti anche solo sorridere. Anche se non mi ami.
Unica pecca: attenzione a non annullarsi. Ragionare in questa maniera con le persone sbagliate porta all’autodistruzione, ve lo assicuro.
Cosa spinge gli uomini a continuare a lottare? Cos'è quella forza che ha il barbone senza famiglia e senza casa, ormai in fin di vita, nel trovare una via d’uscita? Non ci sono più gli eroi. Nessuno ti indica la strada. Sei tu l’eroe. Non appoggiarti a nessuno, o cadrai.

mercoledì 22 maggio 2013

Favoletta

Due pescetti, innamoratissimi. Così innamorati da essersi costruiti insieme una piccolissima tana, con sabbia e alghe. E rocce. Dalla tana uscivano sempre di meno. Si erano chiusi così tanto da non vedere più nessuno. Chiusi per anni. Lei un giorno uscì, per curiosità. Vide tutto quel che si era persa e quando tornò raccontò tutto a lui con entusiasmo. Lui sapeva già cosa c'era fuori, ma a lui piaceva stare a casa con lei. Quindi annuiva e sorrideva, non credeva che lei si fosse addirittura dimenticata di com'era fuori. Nella casetta lasciò un ricordo di quell'uscita memorabile. La mattina seguente lei uscì di nuovo, e tornando lasciò un'altro souvenir in casa. Fù così per giorni. Lui iniziò a stancarsi, la casetta ormai era stracolma di souvenir e chiese a lei di smetterla. Lei acconsentì. Ma continuò.
In quella casetta ormai non si respirava più. Faceva fatica a respirare. Lui quei souvenir non riusciva più a sopportarli. Però pensava, da sciocco qual'era, che lei un giorno avrebbe potuto smetterla. Perchè lo amava.
E aspettava, aspettava. Finchè lei non tornò più perchè non c'era più spazio per i souvenir. Si fece un'altra tana con un'altro pescetto. Il poveretto morì soffocato nella casetta, aspettando.

La morale scrivetela voi...